Il Lavoro, la Passione del Fare. Dalla bottega del Rinascimento all'Intelligenza artificiale

Il lavoro, la passione del fare 31 tardo, questi tondi invetriati, sono stati venduti tutti e 12 e sono a Londra al Victoria and Albert Museum. (Luca Della Robbia, Tondi in terracotta invetriata, dal soffitto dello studiolo di Piero de’ Medici in palazzo Medici, 1460 ca. Londra, Victoria and Albert Museum). Ma resta la Cappella all’interno del Palazzo Medici, oggi Medici Riccardi, col Viaggio dei Re Magi dove in queste strisce sottili, al di sopra delle porte delle piccole sagrestie, vedete il mandriano, il pastore, che veglia nella notte sorvegliando il gregge. In questo caso è la notte santa, ma potrebbe essere una notte qualunque in cui il bestiame viene sorvegliato. (Benozzo Gozzoli, Annuncio ai pastori, 1464-69. Cappella con il Viaggio dei Re Magi. Firenze, Palazzo Medici Riccardi). Un’interessante serie di lavori nei campi nei 12 mesi è parte di un lunghissimo fregio, 14 metri di terracotta invetriata, che vedete qui nel frontone della Villa Medicea di Poggio a Caiano, che è l’unica Villa costruita da Lorenzo de’ Medici per sé stesso, con l’architettura di Giuliano da Sangallo sul finire purtroppo della sua vita, tanto che fu lasciata incompiuta e continuata dopo la sua morte. Di questo lungo fregio, che è stato decifrato in vario modo, mostro solo questo pannello, uno su cinque, che rappresenta i lavori dei mesi che si svolgono, nell’iconografia generale del fregio, in tempo di pace. I lavori dei campi sono il simbolo della pace, il simbolo delle operosità che ha possibilità e diritto di esprimersi e sono un capolavoro. Vedete come in poco spazio è compressa una serie di attività che corrispondono appunto a quelle dei lavori nei campi. (Bertoldo di Giovanni e altri, I lavori nei campi nei 12 mesi, 1490-92 circa. Facciata della villa di Poggio a Caiano, costruita per Lorenzo il Magnifico su progetto di Giuliano da Sangallo). Ma in città che succede? Adesso ci allontaniamo dalla campagna e vediamo il mondo del commercio, il mondo della produzione artigianale nella città. Molte di queste miniature si trovano nei Tacuina sanitatis, una sorta di manuali, che sono sparsi nelle biblioteche del mondo, che danno una serie di indicazioni su quelle che sono le buone pratiche secondo la dizione odierna. Qui vedete la bottega del sarto, per esempio, e già si vede la gerarchia. Il sarto, più grande, è il conduttore della bottega e tratta con una signora che evidentemente desidera una stoffa; l’aiutante, più piccolo per far capire che è inferiore dal punto di vista gerarchico, sta in disparte e silenziosamente cuce. (Anonimo di scuola lombardo-veneta, La bottega del sarto. Tacuinum Sanitatis, 1385 ca. Vienna, Biblioteca Nazionale). Altri mestieri sono ugualmente raffigurati. Questa, per esempio, è la bottega del fornaio: non così diversa da quella odierna, in fondo. Vediamo i pani in attesa di cottura, i pani già pronti e il forno al centro della

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