Il lavoro, la passione del fare 66 Mi è piaciuta moltissimo la definizione stamattina delle tre caratteristiche fondamentali. Ne metto solo una, la più bella in assoluto: visione. A me in America mi chiamano visionario, ma se io in Italia vengo chiamato visionario, per cosa rischio di passare? Hai capito la differenza tra essere visionario in America ed essere visionario in Italia? Comunque noi siamo fortunatissimi. Essere imprenditori è un grande onore. TONIA CARTOLANO Avete una grande responsabilità. Cavaliere, ha tirato in causa anche la responsabilità giornalistica. NERIO ALESSANDRI Ma non è giornalistica, è un tema di comunicazione, di narrazione. Noi dobbiamo dare al nostro Paese quell’energia, quella possibilità, quel sognare. Dobbiamo tornare a sognare come si sognava negli anni ’60, come si sognava negli anni ’70 e questo vale per tutti i settori, per tutto. Questo è il come far tornare i nostri talenti da tutto il mondo, dobbiamo dare loro la possibilità di avere fiducia nel nostro Paese e rendere l’Italia attraente. Noi italiani, noi imprenditori siamo probabilmente i peggiori concorrenti del nostro Paese, perché non abbiamo l’orgoglio, l’orgoglio per la bandiera, l’orgoglio per questo magnifico Paese e spesso quando sei in giro per il mondo te lo riconoscono e noi non abbiamo la stessa percezione di quello che hanno gli altri verso di noi. Grazie. TONIA CARTOLANO Bisogno di sognare e poi naturalmente la necessità di fare. Cavaliere, grazie per lo spunto. Vado dalla Brancaccio perché lei mi ha raccontato al telefono un po’ di storie, quando ci siamo sentite. Mi ha detto, per esempio, di aver visto un po’ di giovani andare via dalla sua azienda. Voi lavorate nel napoletano. Ho sempre molto timore quando si parla di giovani che se ne vanno, ho paura di mettergli un po’ la croce addosso perché hanno scelto di andarsene, perché poi, l’abbiamo detto più volte oggi, alla fine è anche una scelta voler andar via e crescere fuori per portare poi qualcosa quando si torna, se si torna.
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