Il lavoro, la passione del fare 77 STEFANIA BRANCACCIO Cavaliere del Lavoro, Vicepresidente Coelmo Ecco, noi non siamo uguali. Nella mia azienda si propongono politiche per la differenza. La donna è un’altra cosa. La donna ha gli stessi diritti e le stesse capacità dell’uomo, ma abbiamo combattuto per diventare uomini, non per rimanere donne. Dimenticarci che siamo donne è stato terribile. Nella mia azienda si rispetta la donna. LEONARDO FERRAGAMO Cavaliere del Lavoro, Presidente Lungarno Collection Posso concludere con una nota positiva, perché vorrei spezzare una lancia a favore dell’attrattività dell’Italia, perché troppo spesso si usano degli stereotipi sul fatto che gli italiani vanno a cercare lavoro fuori, i giovani vanno via e non ritornano. Ma questo fa parte della nostra vita, è un mondo che si è aperto. Pensiamo a quanti vengono in Italia, quanti trovano attrazione per venire a lavorare nelle nostre aziende, quanti nelle università italiane. La Bocconi o il Politecnico hanno una media di 15-25% di studenti stranieri. Non è una cosa da poco. A Firenze abbiamo un’eccellenza, il Polimoda, di cui mio fratello Ferruccio è stato Presidente per 20 anni, ha la maggior parte degli studenti che vengono dall’estero a imparare dei mestieri specifici. Cerchiamo di vedere anche l’aspetto positivo. TONIA CARTOLANO Abbiamo messo insieme tutto, messaggi positivi e anche critici, nel senso di costruttivi. È stato un piacere chiacchierare con voi, un applauso per tutti. Ultima parte. Andiamo avanti con l’ultima sessione: tecnologia, intelligenza artificiale e creatività del lavoro. Chiamo a raggiungermi la Professoressa Barbara Caputo, Professoressa al Politecnico di Torino e Consigliere sull’Intelligenza Artificiale del Ministero della Difesa. Annuncio soltanto il fatto che parlare di intelligenza artificiale oggi ci mette tutti quanti un po’ in allerta, no? Perché pensiamo che arriverà una macchina che ci toglierà il cervello e invece io dico che dobbiamo semplicemente stare attenti a come gestiamo questa fase. Tutto questo sta avvenendo però con una velocità straordinaria. Perché? Perché la ruota, i sumeri in Mesopotamia l’hanno inventata nel 3500 a.C. e per arrivare alla bicicletta siamo arrivati al 1800.
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