Il lavoro, la passione del fare 82 non eravamo in tante donne, il problema non ero io, i matti erano gli altri. Quindi ho continuato ad andare avanti, ho fatto quello che ormai avevo imparato a fare. E quando sono rientrata in Italia e ho fondato il mio gruppo al Politecnico di Torino, ci sono stati dei momenti in cui mi è stato fatto notare che dovevo applicare le quote, le quote azzurre, perché io avevo solo ragazze, tutte bravissime. Venivano tutte da me e mi sono dovuta impegnare a trovare qualche ragazzo bravo. Allora è vero, la formazione è importante, ma conta l’esempio concreto, la vita concreta. Quando c’è una figura apicale femminile che semplicemente si alza la mattina, fa il suo lavoro al meglio delle sue capacità, come credo proviamo a fare tutti, con la sua famiglia, due figli, un cane, la startup, tutto il corredo, c’è tutto. Forse quello ha una forza che vale dieci, cento, mille corsi di formazione, solo questo. Ogni donna che è in cima racconta e vive una storia che poi ha un effetto. TONIA CARTOLANO Grazie per aver condiviso questa storia. Ci racconta qualcosa sull’intelligenza artificiale che ci mette un po’ più sereni e ci fa capire in che direzione dobbiamo muoverci. Leggiamo articoli che ci spaventano costantemente. BARBARA CAPUTO L’intelligenza artificiale è un artefatto, è un prodotto dell’uomo. L’uomo come specie biologica ha due cose che lo hanno contraddistinto da sempre. La prima è la capacità di creare, la capacità di inventare, l’homo faber, l’artigianato e noi lo facciamo continuamente, abbiamo inventato la ruota, è così. Creando, inventando, modifichiamo il mondo intorno a noi. La seconda cosa è che abbiamo uno dei nostri cromosomi, che è quello che ci contraddistingue dalle scimmie, che fa sì che abbiamo una plasticità del cervello pazzesca. Il nostro cervello si adatta, cambia a seconda di quello che gli succede, continuamente. Quindi noi che cosa facciamo da sempre? È la nostra storia di specie biologica: inventiamo oggetti, inventiamo cose, queste cose modificano il mondo, noi ci adattiamo. Il nostro cervello cambia continuamente, il nostro cervello oggi non è il cervello di Voltaire, non è il cervello di Einstein, non è il cervello di Beethoven, è cambiato perché abbiamo inventato oggetti, artefatti, prodotti che hanno cambiato il mondo in cui noi ci muoviamo e noi siamo cambiati insieme a loro.
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