Il lavoro, la passione del fare 87 interessante della privacy con la quale tutte le grandi operatrici di intelligenza artificiale usano il contenuto delle query che vengono fatte all’interno dell’uso di questi strumenti. Forse quello di Microsoft, di Copilot, è l’esperimento più interessante perché hanno fatto un’analisi su 200mila conversazioni mappandole in relazione al tipo di domanda che è stata fatta e come questa domanda impatta sulle professioni. Emerge esattamente quello che si diceva prima. Le professioni intellettuali, quelle che hanno un impatto sull’elaborazione, sono: il giornalismo, la scrittura di libri, sono le traduzioni, cioè tutte quelle professioni che hanno a che fare con la manipolazione della parola e con la manipolazione del contenuto dell’informazione. Ora, da dove vengono queste informazioni che vengono manipolate? Vengono dall’utilizzo di informazione di base di conoscenza che è stata accumulata nel passato. Devo dire che alcuni di questi grandi attori dell’intelligenza artificiale, tipo Anthropic, non si sono fatti scrupolo di prendere i contenuti di un sito di pirateria da cui scaricare sette milioni di libri. Ma questo non l’ha fatto solo Anthropic, l’hanno fatto anche tanti altri, apprendendo dalla conoscenza che è stata accumulata nel corso degli anni da tanti altri soggetti, senza remunerare i soggetti da cui veniva prelevata l’informazione. Cosa succede quindi? Che questo accumulo di informazione, che è stata generata, ha impattato sulla generazione di nuova informazione e quindi abbiamo il paradosso per il quale quelli che hanno fornito l’informazione, che è andata ai modelli generativi, sono stati quelli più penalizzati da questi modelli generativi. I giornali e l’informazione sono crollati. Il Click-Through Rate è crollato. C’è quindi un disincentivo a produrre nuova informazione e nuovo contenuto. Tra l’altro c’è stata un’analisi, fatta dalla Writers Guild degli scrittori inglesi, che ha visto un crollo delle royalties della produzione di informazione del 50-60%. C’è un nuovo paradosso, ossia che buona parte dell’informazione che viene generata dai motori, è informazione generata dalla intelligenza artificiale. Siamo oramai al 50% circa e c’è la previsione che, fra un po’, il 60-70-80% del contenuto delle risposte che vengono date dai motori, sarà un contenuto che viene prodotto dall’intelligenza artificiale. Tutta la riflessione che abbiamo fatto oggi riguarda la creatività. Se questo è lo scenario che abbiamo di fronte, c’è un potenziale del cosiddetto collasso del modello, cioè un modello che genera contenuti che sono a loro volta generati da informazione di seconda mano. Abbiamo quindi un problema gravissimo, ossia come favorire la creatività, quindi la creazione di nuovi contenuti, in un mondo in cui il modo in cui è stato alimentato il motore, disincentiva la produzione di contenuti originali. Questo è il tema, secondo me.
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