Il Lavoro, la Passione del Fare. Dalla bottega del Rinascimento all'Intelligenza artificiale

Il lavoro, la passione del fare 92 GIANFRANCO CARBONATO Esattamente. L’evoluzione di questa IA fisica è stata annunciata a inizio di gennaio, il 6 di gennaio, da Wang, che è il capo di Nvidia, che tra l’altro è l’unica azienda che ha fatto finora tanti soldi nell’intelligenza artificiale, moltiplicando il proprio fatturato per mille in dieci anni. È stata annunciata in quel momento lì e un mese dopo è avvenuto un incontro ad altro livello, un high level dinner, tra il capo di Nvidia appunto, il capo di Tsmc, quella che fa i chip, e il capo di Foscam, che è quella che fa le schede elettroniche. Questo incontro è avvenuto a Taipei, tutti cinesi by the way, tanto per dare un’idea, e ha posto le basi dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale proprio fisica, ipotizzandole una crescita importantissima. Non so se avete avuto modo di vedere il video del gala del Capodanno Lunare cinese, è una cosa impressionante quello che sta capitando in quel mondo lì: unisce alle capacità di intelligenza, alle capacità di sensorizzazione, la mobilità, la dexterity (la destrezza, ndr), la capacità di svolgere delle funzioni che oggi soltanto gli umani possono sviluppare. Il problema qual è? Che quando l’intelligenza artificiale agisce nel mondo fisico, c’è un problema di rischio, perché tutti i temi di intelligenza artificiale sono basati su fatti statistici, non su fatti deterministici. Può capitare che, per esempio, un missile guidato dall’intelligenza artificiale, invece di colpire una caserma colpisca una scuola molto simile. C’è un tema quindi di rischio dell’introduzione di questa tecnologia nel mondo. Si è fatto un gran discutere sul fatto che l’Europa faccia le regole e quant’altro. Credo che parlando di IA fisica, forse dovremmo tornare a quando eravamo ragazzi e leggevamo, almeno io li leggevo, i romanzi di fantascienza di Isaac Asimov e i tre principi di Asimov erano: primo, un robot non deve arrecare danno a un umano né permettere che venga arrecato danno; secondo, un robot deve obbedire a un umano, purché non in contrasto con la prima regola; terzo, un robot deve difendere sé stesso pur non in contrasto con la prima e la seconda regola. Forse bisognerebbe tornare a questo, perché è molto semplice, l’intelligenza artificiale in un mondo reale è una grande opportunità ma anche un grandissimo pericolo. TONIA CARTOLANO Bisogna combinare insieme le due cose e tentare di gestire il pericolo per coglierne contestualmente anche le opportunità. Grazie Cavaliere. Allora, visto che è molto utile, secondo me, che ci portiate nelle vostre aziende, perché se ci portate nelle vostre aziende noi capiamo in che modo sta impattando e quando

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