Il lavoro, la passione del fare 93 parliamo di intelligenza artificiale non facciamo riferimento soltanto al report, ma capiamo come sta davvero funzionando. Al Cavaliere Pavin vorrei chiedere che cosa succede in Sirmax. Lei mi ha spiegato al telefono un po’ di cose. Devo dire che per la mia incompetenza ho capito parzialmente quello che lei mi diceva, perché mi parlava di formule, di capacità di dare dati a questa macchina che potesse in una unità di tempo molto più ridotta dare un numero maggiore di formule. Ecco, mi fa capire in che modo la state utilizzando, quanto è davvero un’opportunità e quanto invece possa essere un rischio e come lo state gestendo? MASSIMO PAVIN Cavaliere del Lavoro, Ceo & Presidente Sirmax Group Sì, buongiorno a tutti. Come mestiere faccio la pastasciutta. No, non è vero, non è la pastasciutta ma è la stessa cosa: ho degli estrusori, butto dentro dei componenti che sono polimeri, che sono fibre di vetro, che sono cariche minerali, che sono additivi, che sono polveri e poi ne escono, alla fine di un processo di estrusione, dei granuli che, giusto per citare i miei clienti Cavalieri del Lavoro presenti, possono diventare un pezzo della macchina di Technogym, una pompa di Pedrollo oppure un paraurti o un elettrodomestico di Merloni. Questo processo, che sembra anche un processo banale, l’estrusione, in realtà negli anni è diventato sempre più automatizzato, informatizzato e ha bisogno di conduttori di queste macchine che siano molto preparati. Ora noi, nel Nordest, abbiamo storicamente avuto sempre una carenza di capitale umano, credo che in 35 anni di questo mestiere, da quando ho fondato questa azienda, non ho mai avuto a disposizione un numero di persone, una qualità di persone pari a quella di cui avevo necessità. Ho sempre avuto quindi un po’ l’ossessione di cercare di far fare alle macchine, automatizzare, di trovare un modo di andare oltre la risorsa umana. Poi quando sono andato nel mondo, con le mie aziende, abbiamo 14 fabbriche nel mondo in quattro continenti, ho dovuto anche scontrarmi con risorse umane ancora diverse e in assoluto quelle più modeste sono proprio gli americani. Mi ritrovo su quella frase di prima: se il 90% della popolazione possiede l’1% della ricchezza, voi capite anche che povertà intellettuale hanno. Vespa mi chiamò a maggio a Porta a Porta perché teorizzai come la perdita del manifatturiero, che gli americani avevano lasciato andare via, abbia prodotto prima una povertà economica e poi anche una intellettuale con una società oggi disintegrata e che tenta un back to manufacturing. Tentano di riportare la manifattura per risolvere un problema sociale, ma con gli americani è ancora dura.
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