Il lavoro, la passione del fare 94 Come faccio a gestire queste fabbriche nel mondo? Giusto per legarmi anche al tema precedente: gli expat. Se non avessi i miei giovani italiani, compreso mio figlio, in giro per il mondo, non sarei riuscito a fare le fabbriche in tutto il mondo. E gli italiani sono quelli che tirano il filo là e cercano in qualche maniera di far crescere gli americani, i brasiliani, i polacchi, gli indiani. Ma questo non basta. Adesso è entrata anche la IA generativa, che da anni abbiamo sempre cercato, con un processo appunto che è quello della digitalizzazione. Cerchiamo di raccogliere dati con dei sensori messi nelle nostre macchine, gli estrusori, per poi capire come effettivamente i bravi conduttori fanno a condurre queste macchine. Oggi questo ultimo miglio ce lo sta facendo l’IA generativa. Noi gli stiamo dando tutte queste informazioni, ma per fortuna che sono cinque, sei, sette anni che raccogliamo migliaia di dati, e adesso l’IA sta facendo in modo che la persona possa usare un iPad che gli dice cosa deve fare, cosa deve schiacciare, gli fa tutti i what if che servono. Mi ha colmato un gap. Io non mi preoccupo che l’IA faccia perdere i posti di lavoro. L’IA in questo caso, mi sta aiutando a tenere occupate delle persone che viceversa, penso, non avrebbero né arte né parte del mondo del lavoro, a cominciare dagli americani del Midwest. Io sono a Indianapolis, non sono nell’Alabama. Questo è il primo esempio. Il secondo, invece, è di tipo agentico. Ci confrontiamo con la pressione dei prodotti cinesi, che spesso sono molto performanti e costano meno dei nostri. Per restare competitivi dobbiamo migliorare continuamente le nostre formulazioni, rendendole più efficaci, più efficienti e anche meno costose da produrre. Il problema è che abbiamo circa 10mila formule: rivederle una per una, insieme ai nostri ingegneri e chimici, è un lavoro enorme. Ecco tutti questi dati che abbiamo e che sono ricavati dagli ingegneri che fanno delle operazioni per migliorare le formule, li abbiamo dati in pasto all’IA agentica, in questo caso, e abbiamo avuto la possibilità di manutentare o meglio migliorare 10mila formule, lo stiamo ancora facendo, perché ci ha sgrezzato di tanto il lavoro. In questo caso allora l’ingegnere chimico lavora nella parte finale, ci mette la creatività per fare ancora un passo importante. TONIA CARTOLANO Cioè l’IA ci mette la velocità. MASSIMO PAVIN La velocità nel secondo caso e la testa nel primo.
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