Il lavoro, la passione del fare 96 BRUNO SICILIANO Questo è un video che ho curato personalmente in occasione della pubblicazione del Handbook of Robotics, con un collega di Stanford, e racchiude quelli che sono stati gli sviluppi degli ultimi 20 anni della robotica. Chiaramente non include la scenografia dei robot acrobatici cinesi al Capodanno, l’anno del cavallo. Provo a mettere l’attenzione su un paio di argomenti, innanzitutto questo dell’intelligenza artificiale e fisica. Assieme a un collega, un amico dell’Università di Pisa, Antonio Bicchi, qualche anno fa abbiamo pubblicato su Nature un commento in cui in effetti stiamo vivendo una transizione dalle tecnologie dell’informazione o se volete dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, quindi It o Ict, ha le tecnologie dell’interazione. Infatti, l’acronimo creato è stato intenzionalmente Iat, proprio per stressare l’importanza dell’azione fisica. Il robot cosa fa? L’ha detto in maniera brillantissima Carbonato, dà un corpo all’intelligenza artificiale. Quando c’è stato un cambio di paradigma con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa, parliamo di ChatGPT, in realtà con ChatGPT che cosa utilizziamo? Testi, immagini, video, vocali. Quello che manca è la dimensione fisica. Non a caso si parla di transizione dal cosiddetto gemello digitale, digital twin, al gemello phygitale, al phygital twin. Si parla di transizione dall’internet delle cose, Internet of things, all’Internet of skills, all’internet delle abilità, dove le abilità sono quelle di Sonia, sono quelle di Francesco, sono quelle di Carlo, cioè dell’individuo. Vorrei fare due considerazioni. Sono state più volte evidenziate le differenze che esistono tra Cina, America ed Europa. Allora, qual è il ruolo dell’Europa? In un’intervista recente ho parlato di una sorta di effetto sandwich: da un lato abbiamo la mentalità imprenditoriale spregiudicata degli americani, imprese ad alto rischio e potenzialmente ad alto guadagno. Qualcuno sottolineava prima il fatto che bisogna fallire in qualche impresa perché questo è parte del gioco, cioè se Elon Musk ha fatto Tesla, ha fatto SpaceX, che cosa farà con Optimus, cioè col progetto umanoide che sta sviluppando? Dall’altra parte, in Cina abbiamo un forte impulso governativo a investire in tecnologia, tecnologia che riguarda le università, i centri di ricerca, le startup e le grosse aziende. Nel mio laboratorio, alla Federico II, negli ultimi cinque anni ho avuto costantemente professori, ricercatori, dottorandi di ricerca interamente spesati dal governo cinese. È chiaro che è una forza lavoro che non si può ignorare, però in Cina le persone sono dei numeri. Allora qual è il ruolo dell’Europa? Il ruolo dell’Europa è quello di integrare la tecnologia. Questo strumento è un hardware cinese, è un software americano. Qual è il ruolo dell’Europa? Quello di mettere la tecnologia al servizio dell’essere umano.
RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=