Il Lavoro, la Passione del Fare. Dalla bottega del Rinascimento all'Intelligenza artificiale

Il lavoro, la passione del fare 97 Siamo a Firenze, si parla di Rinascimento. Nel 2020, in occasione del centenario dell’entrata del termine robot nel lessico moderno, anche io ho letto i libri di Isaac Asimov e così via, quindi la novella di Karel Čapek, in quell’occasione ho avuto l’onore di scrivere la voce enciclopedica per il dizionario Treccani della robotica e ho parlato, non a caso, di umanesimo tecnologico. Grazie alla tecnologia, grazie anche alla dimensione fisica della tecnologia, noi potremo affidare alle macchine, che saranno veloci, saranno performanti, quella parte del nostro lavoro, ma anche delle nostre azioni quotidiane, e guadagneremo in minore stress psicofisico per esprimere al meglio la nostra intelligenza naturale. Sembra quasi una sorta di ossimoro, cioè l’intelligenza artificiale ci servirà per essere più creativi, con tutta la parte che riguarda le emozioni, i sentimenti, i rapporti fisici, i rapporti tra le persone in presenza. Durante l’emergenza pandemica abbiamo fatto un salto in avanti, per quanto la sofferenza c’è stata con lo smart working, però in realtà non abbiamo realizzato il physical smart working. L’azione fisica è importante, un neonato nei primi mesi di vita, che cosa fa? Tocca tutti gli oggetti, li tocca, esplora il mondo e li porta verso la bocca, che è la parte poi più sensibile. Sono un grosso appassionato anche di filosofia, questa è un po’ la visione di un grosso filosofo che visse 70-80 anni prima di Aristotele, che è considerato il più grosso filosofo della filosofia greca, Anassagora. Anassagora cosa sosteneva? Che l’uomo sviluppa la propria intelligenza attraverso la sensorialità. Un neonato nei primi mesi di vita non ha lo stesso livello di intelligenza di un bambino che ha imparato a stare in posizione eretta, a camminare, che poi impara a parlare, a scrivere, a leggere. E allora non è un caso che la dimensione fisica è dove si gioca la partita della ricerca e dello sviluppo dell’intelligenza artificiale cosiddetto fisica. E in questo contesto in Europa e in Italia in particolare, con secoli e secoli di storia, sono ovviamente ottimista che questo possa avvenire. Chiaramente per favorire questo ci vogliono anche degli interventi strategici. Visto che si parla tanto di giovani, è possibile che in questo Paese, e noi lo viviamo come accademici, è possibile dare una borsa di dottorato di ricerca di 1.200 euro? E nel settore delle Stem, nel nostro settore, la retribuzione media di un ingegnere in Italia è sui 1.900, 1.800, 2.000 euro. Non è possibile, io li chiamo i vocazionisti, i giovani che poi prendono i voti per fare ricerca. Quantomeno devo dire che l’accademia italiana, almeno nel settore della tecnologia, è molto formativa, perché è vero che prendono i voti, però poi si riescono a vendere all’estero. Un mio ex studente ha avuto un’offerta da Tesla per uno stipendio da 800mila dollari!

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