Civiltà del Lavoro, n. 2/2026

21 Civiltà del Lavoro | aprile • maggio 2026 CONVEGNO NAZIONALE interrogativi. Ma la preoccupazione non deve diventare rifiuto: deve diventare consapevolezza. L’IA può liberarci da attività ripetitive e ampliare la nostra capacità di pensare, innovare, decidere. Ma deve essere governata dall’uomo. La scelta finale non può essere delegata alla macchina. L’IA deve offrire scenari, non sostituire il giudizio umano. Deve essere uno strumento, non un decisore. Siamo sul bordo di un cambiamento profondo. Le macchine iniziano a dialogare tra loro, a compiere operazioni senza intervento umano. L’Intelligenza artificiale apre scenari nuovi, che possono essere utili se governati, pericolosi se lasciati a sé stessi. L’innovazione deve sempre essere accompagnata dal pensiero critico. E proprio su questo voglio chiudere. Alle mie spalle ci sono due figure che considero simboliche: Leonardo da Vinci e Galileo Galilei. Il primo rappresenta il genio dell’innovazione, il secondo il genio del pensiero critico. Insieme incarnano il valore della conoscenza, che è ciò che permette di unire creatività e rigore, visione e responsabilità. L’innovazione senza pensiero critico è un pericolo; il pensiero critico senza innovazione è sterile. Solo insieme generano progresso e fanno crescere il mondo. Ripenso alle parole con cui il Presidente Mattarella ha concluso la sua Lectio Magistralis all’Università di Salamanca, una lectio che invito tutti a leggere per la profondità e l’ampiezza dello sguardo: «Nella conoscenza troverete strumenti per esercitare l’indispensabile spirito critico … Vi darà la forza di essere quel vento che non conosce confini, come è proprio della conoscenza. Il vento di cui il mondo ha bisogno». È questo il messaggio che voglio lasciare: il nostro impegno non è per noi, ma per i giovani. Sono loro che devono percorrere la strada che abbiamo iniziato. A noi spetta il compito di renderlo possibile. l lavoro come momento di realizzazione della persona a confronto con le sempre più presenti innovazioni tecnologiche, sino all’Intelligenza artificiale, è al centro delle riflessioni del convegno promosso a Firenze dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. La creatività è segno distintivo dell’esperienza degli italiani, a partire dai mestieri dell’artigianato, opportunamente evocati nel titolo dell’incontro, sino alle produzioni di eccellenza espresse dall’intero apparato industriale e agricolo italiano. Il lavoro, nella sua connotazione etica, sociale e culturale, è stato posto a fondamento della Repubblica, come elemento di affermazione della dignità umana, della libertà di ciascuno, come fattore di coesione della comunità nazionale. La sfida rappresentata dal dilagare dell’applicazione dell’Intelligenza artificiale ai diversi ambiti costituisce un’opportunità da governare, nell’ottica della valorizzazione delle competenze affinché il mercato del lavoro sappia essere sempre più dinamico e inclusivo. A giocare un ruolo sempre più significativo per l’avvenire di un Paese è il capitale umano, forza trainante di ogni società. L’attenzione che il convegno intende porre sul danno subito dalla collettività per la difficoltà di mettere a frutto tante energie giovanili utilmente formate è preziosa. Non è tema che riguarda soltanto i giovani che espatriano alla ricerca di una vita migliore, ma sfida per tutte le istituzioni e il mondo dell’economia, che rischiano di apparire impari rispetto alle esigenze di sviluppo della nostra comunità. Nell’osservare che l’espressione di un’attenzione al tema da parte di una porzione importante della classe dirigente del Paese, rappresentata dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, costituisce un segnale di importante consapevolezza, rivolgo a tutti i partecipanti al Convegno il mio partecipe saluto. Il messaggio del Presidente della Repubblica MATTARELLA: IA, OPPORTUNITÀ DA GOVERNARE PER UN MERCATO DEL LAVORO PIÙ INCLUSIVO I Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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