25 Civiltà del Lavoro | aprile • maggio 2026 CONVEGNO NAZIONALE ziale ricordare che l’Europa è portatrice del valore della pace, un principio che oggi assume un significato ancora più profondo. Ma l’Europa è anche il luogo in cui si è costruito un modello di stato sociale capace di proteggere le persone nelle fasi di transizione, garantendo diritti, servizi e opportunità. Rafforzarlo significa rendere sostenibile il cambiamento tecnologico e demografico, evitando che le trasformazioni producano nuove esclusioni. Per questo servono maggiori investimenti in: • educazione; • ricerca; • infrastrutture per lo sviluppo delle risorse umane e ambientali. Il lavoro, nel frattempo, è profondamente cambiato. Le trasformazioni tecnologiche e organizzative stanno ridefinendo le competenze richieste. Le analisi più recenti mostrano che oltre il 50% delle competenze attese oggi è di tipo intersettoriale, mentre il digitale non è più una specializzazione separata, ma è incorporato in tutte le attività lavorative. Le imprese cercano profili capaci di integrare conoscenze diverse, superando la tradizionale distinzione tra competenze tecniche e trasversali. Ciò che viene richiesto è una preparazione complessa, che unisca solide basi tecniche alla capacità di visione, di gestione del cambiamento e di relazione. In questo contesto emerge un nuovo paradigma, quello delle “Human Technologies”: tecnologie che non sostituiscono l’uomo, ma lo potenziano, mettendo al centro responsabilità e capacità critica. È su questo terreno che l’Europa è chiamata a lavorare, perché la qualità del suo sviluppo dipende sempre più dalla capacità di integrare tecnologia e valori umani. Emerge un nuovo paradigma, quello delle “Human Technologies”: tecnologie che non sostituiscono l’uomo, ma lo potenziano, mettendo al centro responsabilità e capacità critica. È su questo terreno che l’Europa è chiamata a lavorare Foto pitinan © 123RF.com
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