31 Civiltà del Lavoro | aprile • maggio 2026 CONVEGNO NAZIONALE STEFANO RICCI: “Firenze come scuola di armonia” Tutto parte dalle arti e mestieri del Rinascimento. Essere nato e cresciuto in città ha rappresentato un vantaggio creativo: Firenze ci ha addestrato all’armonia di linee, all’arte, al colore. Una scuola diffusa, gratuita, fatta di palazzi, soffitti, botteghe, proporzioni. La bellezza, però, richiede rispetto. Da qui la scelta della nostra famiglia di acquisire l’Antico Setificio Fiorentino, azienda del Settecento che conserva telai a mano e un ordito disegnato da Leonardo da Vinci. Entrai dentro e sembrava di vivere nel 1700. Oggi quel luogo è ancora vivo, nel cuore di San Frediano, come testimonianza concreta di mestieri che rischiavano di scomparire. La trasmissione del sapere è il cuore del nostro modello. Cerco sempre di abbinare un giovane a un maestro. Non è facile, perché la qualità richiede tempo, pazienza e passione. Ma ne vale assolutamente la pena, chi possiede un mestiere possiede dignità, e chi ama il proprio lavoro può essere felice. Da qui anche il rifiuto della logica dei tempi e metodi quando l’obiettivo è la qualità assoluta. La quantità non va con la qualità. Etica ed estetica si incontrano nel rispetto dei lavoratori, dei luoghi e del prodotto. Quando si incontrano possono esprimere la bellezza vera. ALBERTO CAVALLI: “Il talento artigiano, terra rara dell’eccellenza” Il talento artigiano e la creatività sono le terre rare dell’eccellenza italiana. Senza di esse, il made in Italy non potrebbe continuare a generare valore, seduzione e contemporaneità. Ma proprio perché rare, queste competenze vanno cercate, protette e trasmesse. Il nodo decisivo è il ricambio generazionale. L’età media dei maestri artigiani, in Italia e in Europa, è pericolosamente alta. Che cosa accadrà quando questi maestri andranno in pensione? La questione riguarda non solo le botteghe, ma l’intero sistema dell’eccellenza. Il lavoro artigiano non è semplice fatica né solo stipendio. Il segreto del ben-essere è ben fare. Fare bene per stare bene. Attraverso Fondazione Cologni e Michelangelo Foundation, lavoriamo per rimettere l’artigiano al centro, anche con tirocini formativi e iniziative come Homo Faber. Alla domanda su chi sia l’artigiano, suggerisco questa risposta: è colui che firma ciò che fa con le proprie iniziali, è colui che è felice di ciò che fa. Ai giovani va proposta una vita in cui talento e autenticità diventino strumenti per plasmare il proprio destino: Ognuno di noi può essere homo faber fortunae suae. La bellezza resta una forma di libertà: in un mondo pieno di rovi e di spine, bisogna insegnare alle nuove generazioni a guardare il giglio. Cito il cantico dei Cantici: “Sicut lilium inter spinas, sic amica mea inter filias”. (G.P.) Etica ed estetica si incontrano nel rispetto dei lavoratori, dei luoghi e del prodotto. Quando si incontrano possono esprimere la bellezza vera Ai giovani va proposta una vita in cui talento e autenticità diventino strumenti per plasmare il proprio destino: ognuno di noi può essere homo faber fortunae suae
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