53 FOCUS Civiltà del Lavoro | aprile • maggio 2026 dual use. In questo percorso Fincantieri ambisce a essere l’orchestratore di piattaforme e tecnologie in grado di abilitare e gestire nuove capacità operative e nuovi modelli di cooperazione industriale”. L’ultima frontiera di attività riguarda la mappatura e l’esplorazione dei fondali marini, anche per l’estrazione di materiali critici e prodotti energetici. C’è molto da fare in quest’area, considerando che, al di sotto dei 500 metri, solo il 10% circa dei fondali è stato sinora mappato. Paradossalmente, conosciamo meglio la superficie della Luna e di Marte di quanto non conosciamo i fondali profondi di mari e oceani. Negli ultimi anni il gruppo guidato da Folgiero ha investito fortemente sul business della subacquea – 662 milioni di euro nel 2025, in aumento dell’88,2% rispetto al 2024 –, tra i pilastri del Piano Industriale 2026-2030. Il ruolo strategico che Fincantieri intende giocare è quello di piattaforma industriale e tecnologica in grado di integrare competenze diverse, ponendosi a guida per la costruzione di un ecosistema underwater solido, resiliente e orientato all’innovazione. si”, afferma Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri. L’obiettivo è creare un “underwater management system” che integri “navi madri” di superficie, sottomarini, droni di superficie e droni sottomarini, sensori idrofoni e sistemi di IA per garantire sorveglianza, controllo e manutenzione preventiva degli asset sottomarini. In aprile Fincantieri ha varato a Palermo e consegnato alla Marina Militare la “nave madre” Tritone, 82 metri di lunghezza, con dislocamento di 6.500 tonnellate, progettata proprio per la sorveglianza e protezione delle infrastrutture subacquee critiche. I sistemi di Fincantieri possono operare in tutto il mondo, ma le aree di particolare attenzione sono il Mediterraneo e il Golfo, dove è in corso il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che coinvolge anche la dimensione subacquea; basti pensare alle mine antinave nello stretto di Hormuz. “La nostra visione – dice ancora Folgiero – è volta a costruire un ecosistema avanzato che valorizzi le migliori competenze tecnologiche e industriali nazionali, integrando applicazioni civili e militari in una logica pienamente L’obiettivo è creare un “underwater management system” che integri “navi madri” di superficie, sottomarini, droni di superficie e droni sottomarini, sensori idrofoni e sistemi di IA per garantire sorveglianza, controllo e manutenzione preventiva degli asset sottomarini
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