54 FOCUS Civiltà del Lavoro | aprile • maggio 2026 el mondo contemporaneo la sicurezza delle infrastrutture, l’innovazione tecnologica e la tutela dell’ecosistema marino non sono più ambiti separati ma dimensioni interdipendenti di un unico spazio strategico: il mare. Oggi circa il 99% dei dati intercontinentali viaggia attraverso cavi sottomarini, rendendo i fondali oceanici la vera infrastruttura fisica della globalizzazione digitale. Ogni giorno, lungo queste reti, passano anche transazioni finanziarie per un valore stimato di circa 10 trilioni di dollari, a dimostrazione di quanto l’economia globale dipenda da una infrastruttura invisibile ma essenziale. Con oltre 1,4 milioni di chilometri di cavi sottomarini già in esercizio e più di 530 sistemi attivi che collegano continenti, si è consolidata una nuova geografia del potere tecnologico ed economico. Questa rete non è solo connettività: è infrastruttura critica che determina flussi informativi, equilibri commerciali e capacità di influenza globale. La sua protezione è diventata una questione di sicurezza nazionale e internazionale, poiché un’interruzione può compromettere simultaneamente comunicazioni, mercati e servizi essenziali su larga scala. La vulnerabilità di questo sistema è spesso sottovalutata proprio perché invisibile. Dal punto di vista tecnico, la concentrazione dei cavi in corridoi strategici e in punti di approdo costieri aumenta il rischio di interruzioni multiple, causate da incidenti, attività di pesca o eventi naturali. Sul piano geopolitico, i cavi sottomarini sono ormai asset strategici contesi: il controllo delle infrastrutture digitali influenza la competitività economica e la sicurezza delle comunicazioni globali, spostando parte del potere verso attori privati dotati di enormi capacità tecnologiche e finanziarie. La dimensione strategica del mare emerge anche nella sua trasformazione in piattaforma energetica. La convergenza tra energia fisica e digitale è evidente: il Morocco-UK Power Project, ad esempio, prevede la posa di due cavi sottomarini lunghi circa 3.800 km per trasportare fino a 3,6 gigawatt di energia rinnovabile verso il Regno Unito, una capacità suN STRADE SOTTOMARINE per l’economia globale di Paolo D’AMICO Paolo d'Amico, Presidente del Registro Italiano Navale
RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=