63 FOCUS Civiltà del Lavoro | aprile • maggio 2026 ratorio al mercato. I risultati sono incoraggianti: oltre il 30% dei progetti finanziati attraverso questo strumento si sono già trasformati in nuove imprese. Che cosa si potrebbe fare di più per favorire il trasferimento tecnologico? È necessario innanzitutto rafforzare gli uffici di Trasferimento tecnologico universitari, valorizzando figure professionali specializzate, i Knowledge Transfer Manager. Si tratta di profili chiave, che operano da ponte tra ricerca accademica e mercato, favorendo la circolazione di competenze tra i due mondi. Un altro aspetto cruciale riguarda la possibilità per le università di investire in modo più strutturato e stabile negli spin-off e nelle imprese generate dalla ricerca. Oggi questo è possibile solo in misura limitata e temporanea, mentre servirebbero strumenti più flessibili e duraturi. In sintesi, è necessario rafforzare e rendere più solido il ponte tra ricerca e impresa, creando le condizioni per una collaborazione più efficace e continuativa. Che cosa suggerirebbe agli imprenditori? Oltre a frequentare le nostre piattaforme e a partecipare agli incontri che organizziamo sul territorio, direi loro di non accontentarsi di quello che fanno, anche se sono imprenditori di successo e le loro imprese vanno bene. L’innovazione è un flusso incessante e per continuare ad avere successo ed essere competitivi bisogna anticipare le novità, migliorare costantemente i propri processi e prodotti. In questo percorso, il dialogo con il mondo della ricerca e i ricercatori non è un’opzione, ma una leva strategica indispensabile. Foto peshkov © 123RF.com È necessario innanzitutto rafforzare gli uffici di Trasferimento tecnologico universitari, valorizzando figure professionali specializzate, i Knowledge Transfer Manager. Si tratta di profili chiave, che operano da ponte tra ricerca accademica e mercato, favorendo la circolazione di competenze tra i due mondi
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