Civiltà del Lavoro, n. 2/2026

93 VITA ASSOCIATIVA Civiltà del Lavoro | aprile • maggio 2026 presidente della CCUM, Elisa Valeriani, che sottolinea come questi incontri rappresentino “un’occasione concreta per costruire relazioni e reti professionali solide”. Le tappe del programma si susseguono in diverse città italiane. A Torino, al Collegio Einaudi, Anna Ferrino apre il ciclo con un dialogo sul valore del saper fare e sulla manifattura responsabile. A Milano, al Collegio di Milano, Caterina Caselli mostra come creatività e impresa possano convivere in un’unica visione industriale. A Napoli, al Collegio IPE, Carlo Pontecorvo, Gianfranco Capua e Agostino Gallozzi offrono una lettura complementare delle filiere meridionali, tra export, sostenibilità e radicamento territoriale. A Palermo, al Camplus, Carmelo Giuffrè illustra come l’innovazione tecnologica diventi leva di sviluppo per l’agricoltura del futuro. A Brescia, al Collegio Luigi Lucchini, Vittorio Moretti riflette sul rapporto tra impresa, territorio e qualità produttiva, mentre a Perugia, al Collegio della Sapienza, Gianluigi Angelantoni porterà il 25 maggio la testimonianza del Gruppo Angelantoni. In un Paese che conta oltre 10mila imprese manifatturiere ad alta produttività e più di 1.000 prodotti in cui l’Italia è sul podio mondiale per surplus commerciale, questi appuntamenti assumono un valore particolare: trasformare il made in Italy in un patrimonio vivo, accessibile, narrato da chi lo costruisce ogni giorno. Per gli studenti, rappresentano un’occasione unica per confrontarsi con imprenditori che hanno saputo trasformare idee e visioni in realtà industriali solide. Per i Cavalieri del Lavoro, sono un modo per restituire alle nuove generazioni il senso profondo di un impegno che guarda al futuro, alimentando quella cultura del fare che continua a rendere l’Italia riconoscibile nel mondo. (E.B.) rende il via nel 2026 il percorso itinerante della mostra “Made in Italy – Impresa al femminile”, dedicata a oltre cento imprenditrici che, con visione e determinazione, hanno contribuito allo sviluppo economico e culturale del Paese. Realizzata dal ministero delle Imprese e del made in Italy con la collaborazione della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e della Fondazione Marisa Bellisario e inaugurata a Roma ad aprile dello scorso anno, l’esposizione racconta un secolo di leadership femminile attraverso immagini, oggetti e testimonianze che attraversano moda, industria, tecnologia e artigianato. Dopo il debutto a Milano e la successiva tappa torinese al Grattacielo Piemonte, la mostra approda anche a Campobasso e a Napoli, dove viene accolta dal pubblico con grande interesse. Nel percorso espositivo trova spazio anche il volume “Donna e Impresa” della collana “Storie di Cavalieri del Lavoro”, che valorizza il contributo delle venticinque donne insignite nel Novecento. Un’iniziativa che continua a mettere al centro il ruolo dell’imprenditoria femminile come leva strategica per la crescita del sistema produttivo italiano e fonte di ispirazione per le nuove generazioni. (E.B.) IN MOSTRA CENTO STORIE DI IMPRESA FEMMINILE P I Cavalieri del Lavoro Franca Audisio Rangoni (al centro) e Debora Paglieri (la seconda, da destra) all'inaugurazione della mostra a Torino In un Paese che conta oltre 10mila imprese manifatturiere ad alta produttività, questi appuntamenti assumono un valore particolare: trasformare il made in Italy in un patrimonio vivo, accessibile, narrato da chi lo costruisce ogni giorno

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