23 Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 PRIMO PIANO a anni la Fondazione E4Impact presieduta da Letizia Moratti si occupa di formazione e cooperazione imprenditoriale con l’Africa con progetti in oltre 20 paesi. È dunque l’organismo adatto a formulare una valutazione sul Piano Mattei e, più in generale, a illustrare lo stato dei rapporti tra il nostro Paese e il continente africano. Ne parliamo con il Ceo della Fondazione E4Impact, il professor Mario Molteni, docente di economia aziendale e strategia d’impresa all’Università Cattolica di Milano. La vostra fondazione E4Impact collabora da anni con molti paesi africani sui temi della formazione e dello sviluppo imprenditoriale. Come valutate gli obiettivi del Piano Mattei varato dal governo? Il Piano Mattei ha l’indubbio merito di aver posto una nuova attenzione sull’Africa in Italia, anche con un effetto domino nei confronti di altri paesi europei. Una certa lentezza in fase di implementazione non può oscurare il valore dell’idea. In particolare, sottolineerei alcuni tratti del Piano che mi sembrano particolarmente efficaci: la scelta di aree d’intervento (energia, agricoltura, salute, formazione e infrastrutture), che costituiscono a tutti gli effetti priorità per il continente; il coinvolgimento delle imprese private accanto alle organizzazioni tradizionalmente preposte alla cooperazione per lo sviluppo; la scelta di progettare gli interventi a partire dall’ascolto degli effettivi bisogni dei paesi africani. Lo stato d’avanzamento del piano è soddisfacente o sarebbe stato possibile fare di più? Per quello che mi risulta la partenza è stata laboriosa. Non c’è da meravigliarsi. Con il Piano Mattei gli interventi coinvolgono ormai tre livelli: l’Agenzia della Cooperazione (Aics), la Direzione Cooperazione presso il ministero degli Esteri e la cabina di regia presso Palazzo Chigi. Questa accresciuta complessità fa sorgere la necessità di oliare i meccanismi decisionali e questo si riverbera sui tempi di approvazione e avvio dei progetti. Ma la mia impressione è che a questo punto il sistema è stato messo a punto e si possa procedere più celermente. Secondo la vostra esperienza possono il Piano Mattei e il parallelo piano europeo Global Gateway migliorare le condizioni socioeconomiche dell’Africa, anche riducendo la spinta alle migrazioni? La domanda è articolata ed esige una risposta in due fasi. Innanzitutto, è molto positivo che cresca l’integrazione tra l’iniziativa italiana e quella europea. Il coordinamento è necessario in termini di obiettivi, aree di intervento, metodi di intervento, priorità assegnata all’ascolto dei paesi e così via. Che questo possa, e debba, ridurre la spinta alle migrazioni è tutta un’altra questione. La storia delle migrazioni in tutMario Molteni, Ceo Fondazione E4Impact D Intervista a Mario MOLTENI di Paolo Mazzanti Formazione e imprese PER FAR CRESCERE L’AFRICA Foto © E4IMPACT
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