44 FOCUS Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 L’Europa ha avviato un percorso importante con norme che promuovono trasparenza, responsabilità e circolarità. Come fondatori della European Fashion Alliance abbiamo contribuito a portare la voce del settore nel confronto con le istituzioni europee, affinché la transizione sia efficace ma anche sostenibile per le imprese Intervista a Carlo CAPASA L’IMPEGNO DELL’INDUSTRIA per una moda a basso impatto l settore del tessile-abbigliamento è in prima fila nella sfida complessa della sostenibilità, che riguarda l’intera filiera della produzione, dal risparmio energetico alla scelta delle materie prime, dal controllo della filiera e della subfornitura alla tracciabilità e riutilizzo dei capi d’abbigliamento a fine vita. La Camera della Moda si è impegnata a fondo per diffondere nell’industria la cultura della sostenibilità. Ne parliamo con il presidente Carlo Capasa. Quali sono i maggiori problemi ambientali dell’industria tessile-abbigliamento? La sfida principale è ridurre l’impatto lungo tutta la filiera: dalle materie prime ai processi produttivi, fino alla gestione del fine vita dei prodotti. A questo si aggiungono il consumo di risorse, le emissioni e il tema della sovrapproduzione, che riguarda soprattutto alcuni modelli di business del settore. In questi anni, quali progressi sono stati fatti per garantire una maggiore sostenibilità alla filiera e qual è stato l’impegno della Camera della Moda? Negli ultimi anni sono stati compiuti passi importanti: maggiore tracciabilità, investimenti in innovazione, materiali a minore impatto e processi più efficienti. Camera Nazionale della Moda Italiana ha accompagnato questo percorso attraverso le Linee Guida per la Sostenibilità, i CNMI Sustainable Fashion Awards, i tavoli di lavoro dedicati alla sostenibilità e la promozione del Consorzio Re.Crea, nato per supportare le aziende nell’attuazione della responsabilità estesa del produttore. Carlo Capasa, Presidente Camera Nazionale della Moda Italiana I
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