Il lavoro, la passione del fare 105 globalizzazione, l’informazione, fa in modo tale che tutti sappiano tutto e quindi se c’è una nicchia molto interessante attira rapidamente anche altri soggetti. La cosa importante è cambiare una certa filosofia. L’orgoglio di aver costruito un’azienda deve continuare anche se si diventa azionisti di un’azienda più grande, è l’orgoglio di aver partecipato a un’organizzazione più grande, ma è quello che consente ai giovani di capire che in Italia potranno trovare sicuramente opportunità di crescita. I giovani ci guardano, i giovani lo sanno, non ce lo dobbiamo dire soltanto tra di noi perché dobbiamo fare capire loro che invece una filosofia sta cambiando. Abbiamo anche un altro tema particolarmente pesante, che è quello dell’incertezza del diritto, ma su questo non voglio andare. Dobbiamo quindi offrire migliori condizioni retributive, dobbiamo offrire l’opportunità di carriera, dobbiamo offrire anche la possibilità alle donne di competere con gli uomini, non diventando degli uomini. Sono assolutamente d’accordo che le differenze ci devono essere, altrimenti perdiamo una ricchezza enorme. Se noi pensassimo di avere donne che sono uguali agli uomini e veramente le riuscissimo a convincere ad essere così, perderemmo un valore enorme. Le donne sono donne e hanno caratteristiche di pensiero, di equilibrio, che sono diverse da quelle degli uomini, non sono né migliori né peggiori, ma per poter utilizzare queste caratteristiche dobbiamo dare la possibilità a queste nostre colleghe, compagne, amiche, di competere con noi. Tonia prima diceva: io mi faccio la domanda sul perché nelle redazioni fanno carriera soltanto le donne che non hanno figli? Tonia, tu conosci la mia azienda, conosci anche le persone che ci lavorano, io vedo che, se ci si fa attenzione, possono fare una carriera altissima anche le persone che hanno figli. Bisogna volerlo, bisogna impegnarsi. Non voglio contestarti, voglio dire che si può fare, basta pensarci, basta fare dei piccoli investimenti che aiutino le donne a poter gestire il ruolo molto pesante che spesso carichiamo su di loro e che spesso noi uomini non comprendiamo, che deve essere ripartito e non può essere scaricato soltanto su un genere. Intelligenza artificiale. Abbiamo sentito dei discorsi ovviamente interessantissimi. Siamo preoccupati? Mah, credo che tutte le volte che abbiamo a che fare con una tecnologia nuova, specialmente con una tecnologia così potente, dobbiamo essere preoccupati. Questo non vuol dire che la combattiamo, vuol dire che dobbiamo essere attenti, prudenti e consapevoli quando la utilizziamo. È chiaro che ci sono tante preoccupazioni e tanti dubbi. Riprendo quello che diceva Franco Bernabè: non è affatto detto che certi modelli che stiamo vedendo, oggi siano dei modelli che in tempi medi abbiano veramente successo perché dal punto di vista economico non stanno in piedi e non stanno in piedi neanche dal punto di vista della correttezza, perché se io vado a scaricare dei libri da un sito pirata, in qualche modo poi qualcuno, non necessariamente un europeo, ci farà caso e ne chiederà conto. Sicuramente, però, siamo sul bordo di un cambiamento. Ne parlavo giorni fa con qualcuno di Gartner (multinazionale nel settore della consulenza strategica, ndr) che, secondo me, anche in questo mondo è un analista
RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=