Il Lavoro, la Passione del Fare. Dalla bottega del Rinascimento all'Intelligenza artificiale

Il lavoro, la passione del fare 32 scena. Curiosamente, qui sono le donne a lavorare. E poi, accanto a questa, compaiono tutti gli altri mestieri. (Ignoto miniatore, La bottega del fornaio. Tacuinum Sanitatis, XV sec. Parigi, Biblioteca Nazionale). Qui stiamo per vedere alcune delle formelle di Andrea Pisano nel Campanile di Giotto, quindi in pieno Trecento, che rappresentano per l’appunto i mestieri e le arti. Ho scelto la tessitura, tradizionalmente un lavoro femminile, e l’arte del costruire, tipicamente maschile, ma molte altre sono presenti. Questa, in particolare, è di grande rilievo: la medicina e la preparazione dei farmaci, una delle arti più diffuse e più influenti dell’epoca, praticata dai medici speziali. (Andrea Pisano e altri, La tessitura - L’arte del costruire - La medicina e la preparazione dei farmaci. Le formelle del campanile di Giotto, 1334-48. Duomo di Firenze). Ma il cuore dell’attività finanziaria è il banco, che poi diventerà la banca come sappiamo. Qui dobbiamo spostarci a Prato dove la mentalità mercantile è molto vivace e vitale, anche grazie a un personaggio che presto evocheremo, e vediamo per mano di Niccolò di Pietro Gerini, in un particolare delle Storie di San Matteo. Chi è San Matteo nel Vangelo? È il pubblicano, è Levi, che avrà la chiamata di Cristo, lascerà il suo banco di esattore delle imposte e lo seguirà diventando un apostolo, ma qui è ancora tenutario del banco e quindi semplicemente dietro una scrivania che cambia il denaro o lo riceve o lo riscuote. (Niccolò di Piero Gerini, Storie di S. Matteo (part.), 1390-1395. Prato, Chiostro di S. Francesco, Cappella Migliorati). Ecco chi cambia la storia del commercio! Francesco Datini, il mercante di Prato molto attivo a Firenze ma proiettato, come tutti i mercanti di quest’area, verso l’Europa che diffonde e consolida, qualcuno dice “inventa”, ma non è esatto, l’uso della cambiale, la lettera di cambio, antenata dell’assegno e tutto quello che è la movimentazione cartacea del denaro. Un passo importantissimo per agevolare i commerci anche all’estero e con l’estero. (Francesco Datini (1335-1410), il mercante di Prato che diffonde e consolida l’uso della “lettera di cambio”, antenata dell’assegno). Ed ecco, per presentare i più ricchi banchieri del Quattrocento fiorentino, la dinastia dei Medici, che comincia con Giovanni di Bicci, sepolto nella sacrestia vecchia di San Lorenzo, continua con suo figlio Cosimo detto il Vecchio, prosegue con Piero il Gottoso. E i Medici del Quattrocento si estinguono, in qualche modo, con Lorenzo il Magnifico perché il figlio Piero sarà cacciato e morirà nel tentativo di rientrare invano a Firenze. Una dinastia che ha visto l’apogeo con Cosimo il Vecchio e il declino, in sostanza, con Lorenzo il Magnifico. Perché sì, con Lorenzo la stagione artistica e culturale dell’Umanesimo è stata al suo apice, ma la stagione bancaria è stata disastrosa perché

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