Il Lavoro, la Passione del Fare. Dalla bottega del Rinascimento all'Intelligenza artificiale

Il lavoro, la passione del fare 33 Lorenzo ha disinvestito e, approfittando anche dei denari dei cugini minori, ha creato una collezione magnifica ma impoverito il banco familiare. Però dal mondo di Lorenzo il Magnifico esce un prodotto, per così dire, artistico che ci fornirà le prossime immagini, il Codice Miniato di Filippo Calandri, Aritmetica, nella Biblioteca Medicea Laurenziana, commissionato da Lorenzo il Magnifico per l’educazione commerciale del figlio Giuliano, con 230 miniature ornate d’oro e d’argento di Pedro Berruguete, bottega di Sandro Botticelli. Un manualetto che invece di un sussidiario qualsiasi, un abecedario, offre al ragazzino, non si sa quanto versato nei commerci in realtà, una rassegna di operazioni e di problemi non moltiplicando le pere e le mele ma facendo vedere il funzionamento di una bottega. In queste minuscole pagine, si tratta di un Codice che ha il formato di un tascabile, i problemi sono illustrati molto chiaramente, con esempi tratti dalle attività commerciali e produttive. Qui vedete un mercante di filati e un mercante di tessuti intenti a contrattare; accanto, una scena di baratto tra lana e panno. Vi mostro anche l’emblema dell’arte della lana: l’aquila che regge il torsello, il pacco legato con gli spaghi in cui la lana veniva imballata. E qui, infatti, il protagonista della contrattazione è proprio il torsello, ben visibile sul banco, con altri torselli accatastati sullo sfondo. Della realtà commerciale la rappresentazione è assai fedele, così come della realtà produttiva. Vedete qui il difficile mestiere del fonditore, dove il maestro siede e dà ordini e gli altri alimentano il fuoco con fascine per costruire una bombarda. Infine, ecco una miniatura di minor valore artistico ma molto bene illustrativa, il banco e il tipico negozio, la bottega con uno o due banchi all’esterno, la merce esposta e il venditore in mezzo, pronto a rispondere all’esigenza del cliente. (Filippo Calandri, Aritmetica, codice miniato, fine XV sec. Firenze, Biblioteca Medicea Riccardiana). Questo che adesso brevemente espongo è l’uscita dai confini sicuri della città-stato di Firenze, il mercante va in viaggio. Qui vedete una splendida pala, la Pala Nerli di Filippino Lippi e mi chiederete, cosa c’entra? Non vi chiedo di guardare la Madonna e il bambino, i santi o i committenti, i signori Nerli, Tanai e Nanna che sono inginocchiati ai piedi della Madonna, sebbene siano uno splendido capolavoro artistico, ma vi chiedo di guardare questo dettaglio del fondo: è molto fedelmente illustrata la porta a San Frediano, il Palazzo dei Nerli, eccolo qui che si erge nella sua altezza. E questa scena: il mercante bacia una figlioletta che la madre o la nutrice gli fanno avvicinare. Sta partendo o sta tornando? Io credo che stia tornando perché l’assistente là dietro sta togliendo i finimenti al cavallo e quindi torna felice di essere sano e salvo e riabbraccia la sua famiglia. (Filippino Lippi, Pala Nerli – Madonna col Bambino tra i santi Martino e Caterina d’Alessandria con Tanai e Nanna Nerli –, 1485-88. Firenze, chiesa di Santo Spirito). È una scena unica, che però ci apre un mondo che è quello appunto dei mercanti in viaggio e questo spiega perché, nella metà e sul finire del Quattrocento, proliferino a

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