Il lavoro, la passione del fare 47 STEFANO RICCI C’è un rinnovamento, come in tutti i settori della mia azienda. Cerco sempre di abbinare un giovane a un maestro, non è sempre facile. Dico sempre che chi ha un mestiere, chi ha un lavoro ha la sua dignità, chi ha un lavoro che gli piace può essere anche un uomo felice, però i ragazzi sono distratti da molte altre attività. TONIA CARTOLANO Sa perché lo chiedevo? Perché ero curiosa di sapere se anche i più giovani sono interessati alle cose a cui lei era interessato. Avrebbero mai acquistato una struttura e un mezzo di questo tipo? Hanno la stessa sensibilità al bello, alla storia che ha portato lei ad oggi? STEFANO RICCI Quelli che hanno questa sensibilità vanno inseriti immediatamente, perché avranno tanta soddisfazione. La passione muove il mondo, sotto un certo aspetto. Dovranno coltivare quegli elementi che hanno tutte le caratteristiche per poter migliorare e diventare un artigiano, se non addirittura un imprenditore. Perché alla fine il futuro è dei nostri ragazzi. Io sono stato fortunato, ho già risolto il cambio generazionale, che era un pensiero e penso che anche per qualcuno di voi lo sia. Perché? Perché ho sempre detto ai miei ragazzi che la quantità non va con la qualità. Il nostro segmento è una nicchia compressa, posizionata abbastanza in alto, dove non dovrete mai usare – perché non l’ho mai fatto io in 54 anni – il concetto di tempi e metodi. Molti di voi sanno che cosa vuol dire con il cronometro obbligare l’operaio, tentare di obbligare l’operaio a rispettare i tempi. Non è il modo per raggiungere quello che desidero, cioè la qualità assoluta. TONIA CARTOLANO Grazie, per il suo racconto, tanto poi torno ancora con una domanda.
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