Il lavoro, la passione del fare 49 il mondo continuamente richiede. Le nostre fondazioni ogni anno finanziano decine e decine di tirocini formativi tra l’Italia e l’Europa per facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Ma c’è da fare un passaggio ulteriore, che noi cerchiamo di fare per esempio con la Biennale Homo Faber, che realizziamo insieme al Cavalier Gianfelice Rocca presso la Fondazione Giorgio Cini, siete tutti invitati a settembre a venire a trovarci a Venezia. Noi cerchiamo di rimettere il ruolo dell’artigiano al centro di una considerazione maggiore. Chi è l’artigiano? È colui che firma ciò che fa con le proprie iniziali, è colui che è felice di ciò che fa, è colui che ha un senso di orgoglio in ciò che fa. Allora proporre ai giovani una vita in cui il tuo talento diventa una possibilità di raccontare te stesso con autenticità, crediamo che sia un passaggio fondamentale. Il che vuol dire rimettere al centro della discussione un fattore etico, un fattore di integrità personale, di rispetto del territorio, dimenticare forse il diluvio della omologazione, della omogeneizzazione, che non ci appartengono, e riportare invece il primato dell’individuo, del talento, dell’educazione. Tutto questo costa, certo, ma Abraham Lincoln diceva: se pensate che l’educazione costi cara, provate l’ignoranza. Provatela! Ma ce la possiamo permettere? Voi potete permettervi dei clienti ignoranti che non capiscono la differenza tra ciò che voi proponete e ciò che invece arriva come il frutto di un film dell’orrore? Ecco, di fronte a questo noi lavoriamo per delle istituzioni culturali, siamo due Fondazioni, ma crediamo che il messaggio da trasmettere alle giovani generazioni sia questo: ognuno di noi può essere homo faber, homo faber fortunae suae, la persona che grazie al proprio talento, alla passione, alla determinazione è in grado di trasformare e plasmare la propria vita come gli artigiani trasformano e plasmano materiali, che magari tutti possono avere a disposizione ma che solo i grandi maestri trasformano in qualcosa di meraviglioso. TONIA CARTOLANO È stato bravissimo anche, tra l’altro, ad anticipare un altro tema di cui parleremo nell’altra tavola rotonda con la Professoressa Sabbadini, il fatto che tutti vogliamo fare delle cose e non altre, quindi non più l’artigiano. Ma c’è anche un tema di fuga di cervelli quindi di giovani che purtroppo non rimangono nel nostro Paese perché evidentemente non siamo più appealing come lo eravamo in passato e la fortuna si va a cercare altrove.
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