Il Lavoro, la Passione del Fare. Dalla bottega del Rinascimento all'Intelligenza artificiale

Il lavoro, la passione del fare 70 Questo è un lungo percorso che abbiamo fatto in questi anni. Mi chiedeva del Portrait Milano, che è stato, per la nostra attività alberghiera, un impegno non minore, e lo abbiamo potuto sviluppare grazie all’impiego di tante persone che si erano formate nell’attività fiorentina o romana. C’è stato quindi un prosieguo di quella cultura, di quell’attitudine, che vogliamo sempre alimentare e rendere molto particolare all’interno della nostra attività. A Milano, parlando di giovani, abbiamo un’età media di 31 anni. Nel nostro gruppo alberghiero impieghiamo circa 500 persone che rappresentano 35 differenti nazionalità. L’impegno nei giovani perciò è molto forte. Si parlava prima della mancanza di progetti sul capitale umano. Forse esiste a livello nazionale, a livello del nostro Governo magari può essere fatto molto di più, ma nelle aziende che tutti noi rappresentiamo, il capitale umano, credo che sempre sia stato al centro di tutte le nostre attività e credo che tutti noi dobbiamo essere molto orgogliosi perché abbiamo spesso creato dei modelli straordinari dove abbiamo valorizzato il potenziale umano. Credo, di conseguenza, che in attività come la nostra c’è una forte responsabilità, perché quando assumi giovani di 20-25 anni, che si affacciano magari per la prima volta al mondo del lavoro e hanno appunto le attitudini e si mettono nelle nostre mani per iniziare il loro percorso di vita, è una grande responsabilità. E sentiamo di poterli far crescere professionalmente, umanamente, offrendo loro anche percorsi di carriera. TONIA CARTOLANO Senta Cavaliere, avete anche cambiato il modello organizzativo? Perché è un modello poco verticistico, poco gerarchico, molto agile e probabilmente questo anche è una risposta a un tema delle nostre aziende. Le nostre aziende sono molto piramidali, sono molto gerarchizzate, sono decisamente poco snelle. Avete avuto un riscontro se faccia bene o meno rendere il modello più agile, meno gerarchico, meno verticale? LEONARDO FERRAGAMO È un punto molto importante. Credo che sia, da un punto di vista personale, molto importante per i giovani dare loro un empowerment per quello che fanno, essere responsabili, ampi. Soprattutto, il modello meno piramidale sviluppa quello spirito di squadra che è fondamentale, che è poi l’aspetto qualificante nel servizio quotidiano che diamo a tanti nostri clienti che vengono da tutte le parti del mondo.

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