Il lavoro, la passione del fare 74 LINDA LAURA SABBADINI Sì, stanno tutti sotto il livello di sostituzione, i paesi. Questo è un problema generale internazionale. Però un paese come la Francia, che nel ’77 stava come noi, che è andato sotto il livello di sostituzione, si è attrezzato con una strategia e adesso ha sette milioni di giovani in più. Qui c’entra sicuramente anche una politica diversa adottata sulla migrazione, ma c’entra anche una strategia di politica e di condivisione delle responsabilità genitoriale e di potenziamento dei servizi, che nel nostro Paese non ci sono mai stati. Questi paesi stanno a 1,66 figli per donna e noi stiamo a 1,18. Lo stesso i paesi nordici. Laddove si è investito su questo, stanno in una situazione più avanzata: più alti sono i tassi di occupazione femminile, maggiore è la fecondità. Questa cosa ormai è nota. TONIA CARTOLANO Se le donne lavorano fanno i figli, diversamente da come uno si attenderebbe, no? Perché uno pensa: devo scegliere se lavorare o fare un figlio. Invece no: se lavori è possibile che tu faccia figli. LINDA LAURA SABBADINI Esatto, esattamente l’opposto. A questo aggiungiamo, però, che non c’è circolarità in questa fuoriuscita di nostri laureati, che in stock sono molto più bassi degli altri paesi, perché abbiamo pochi giovani e pochi si laureano. Abbiamo, quindi, questo grave problema: ne escono di più. Per ogni giovane, infatti, che arriva in Italia da paesi avanzati, escono nove italiani. Questo è il problema. Non è tanto che tutti gli italiani che escono devono rientrare, perché questo è normale in una società a grande mobilità a livello internazionale, non possiamo pensare che debbano tornare. Il problema è che noi non siamo attrattivi verso i nostri e non siamo attrattivi verso gli altri. TONIA CARTOLANO Professoressa, come si fa ad attrarli? Che cosa dobbiamo fare? Da dove si riparte per essere operativi?
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