Il Lavoro, la Passione del Fare. Dalla bottega del Rinascimento all'Intelligenza artificiale

Il lavoro, la passione del fare 75 LINDA LAURA SABBADINI Dobbiamo agire sul fronte del lavoro perché c’è un problema di salari, di precarietà e di mancanza di capacità di offrire una prospettiva adeguata a questi giovani, soprattutto per le professionalità alte. Vanno altrove anche per questo. Secondo, un contesto di qualità del lavoro e della vita perché anche questo conta. Conta in termini di abitazioni e di costi accessibili, conta in termini di servizi esistenti e guardate che l’emigrazione femminile sta crescendo, l’elemento della conciliazione dei tempi di vita, di presenza di servizi di questo tipo, incide. I paesi dove vanno sono paesi dove la situazione in cui le stesse donne si trovano è molto migliore. La terza cosa importante che va fatta – e qua torniamo al tema delle donne che non abbiamo ancora affrontato – è ridurre gli stereotipi di genere che ancora sono presenti all’interno del nostro Paese, in generale nella società, ma che si rispecchiano anche dentro le stesse imprese. Stereotipi rispetto ai quali non abbiamo fatto ancora abbastanza, non ci siamo dati strategie. Faccio un esempio: con l’avanzata dell’intelligenza artificiale, abbiamo anche il rischio che questi, che sono molto ampi e misurati dall’Istat, si consolidino ancora di più se non ci diamo una strategia per combatterli. Basti pensare all’esempio di Amazon. Amazon aveva adottato un sistema di reclutamento basato sugli algoritmi e tramite questo sistema che cosa era successo? Amazon era soddisfatta del proprio personale, il modello prevedeva di assumere personale il più possibile vicino alle caratteristiche del personale che già avevano. Come è stato interpretato questo, in termini di intelligenza artificiale? Che il personale che veniva assunto era in stragrande maggioranza composto da uomini e che si creava oggettivamente una discriminazione nei confronti delle donne. Attenzione, non era voluto, non c’era volontà di questo. E questo spiega una cosa fondamentale: gran parte degli stereotipi di genere sono inconsapevoli e se sono inconsapevoli, per combatterli, bisogna trovare il modo di rendere consapevoli le persone. Come rendi consapevoli le persone? Attraverso la formazione. Ma quale formazione? La formazione deve partire da quando sono piccoli e piccole, bambini e bambine, in modo tale che non siano indirizzate le une verso le materie umanistiche, non Stem, e gli altri verso le materie scientifiche, per fare un esempio. TONIA CARTOLANO Io scherzo sempre, Linda, dicendo che ai bambini dovremmo far scegliere se prendere l’autobus, il camion o la bambola, invece che mettere la bambola in mano alle bambine e il camion in mano ai bambini.

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