Civiltà del Lavoro, n. 2/2026

23 Civiltà del Lavoro | aprile • maggio 2026 CONVEGNO NAZIONALE E tuttavia riproporre le nostre secolari origini, ricordare a noi tutti che il Rinascimento fu l’inizio di una civiltà che ancor oggi è frutto di una fusione di idee e di opere, non basta a evitare i rischi del presente e dell’immediato futuro. Negli ultimi tredici anni oltre un milione di giovani ha abbandonato il nostro Paese per andare a lavorare all’estero. Una emorragia di energie e di menti, un costo che il Cnel ha stimato in oltre 130 miliardi di euro perché solo la metà di questi ragazzi è rientrata in Italia. Sia chiaro: che i nostri giovani si sentano cittadini d’Europa e perfino del mondo è un aspetto positivo, e come tale va incoraggiato. Ma è il mancato ritorno che ci deve preoccupare e fare riflettere. Perché questi giovani altrove trovano condizioni di lavoro migliori, con migliori prospettive e con ben altri stipendi. Ebbene, i Cavalieri del Lavoro hanno sempre mostrato grande attenzione verso i giovani. Basti pensare al nostro Collegio Universitario “Lamaro Pozzani”, fondato e finanziato dalla Federazione con lo scopo di formare gratuitamente ragazzi di tutta Italia, e al premio Alfieri del Lavoro, onorificenza istituita sempre dalla Federazione e destinata ai 25 migliori studenti diplomati con il massimo dei voti, che accompagnano i neo Cavalieri del Lavoro alla cerimonia al Quirinale. Ma forse questo nostro impegno per i giovani non è sufficiente. E allora facciamo ancora di più per incoraggiarli, aiutarli nel crescere e per invogliarli a tornare in Italia. Perché sta a noi, imprenditori e Cavalieri del Lavoro, renderci appetibili per un loro rientro. Ebbene, di questo parleremo nel nostro Convegno. E parleremo anche dei cambiamenti che le nuove tecnologie – e in particolare l’Intelligenza artificiale – stanno provocando nel nostro modo di fare impresa e di lavorare. Su questa frontiera si gioca già adesso e nel prossimo futuro, la dignità del lavoro. Tocca a noi preservare e ampliare il ruolo dell’intelligenza umana nell’era dell’Intelligenza artificiale. Mi auguro che il nostro convegno ci aiuti a trovare le soluzioni e la strada migliore per raggiungerle. Buon lavoro a voi tutti! el corso del Convegno Nazionale 2026, le istituzioni portano un contributo che intreccia responsabilità e fiducia nel ruolo del lavoro come fondamento della Repubblica. Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, richiama il fondamento costituzionale del lavoro e il ruolo dei Cavalieri del Lavoro: “Nel secondo comma dell’articolo 4 c’è l’essenza: ogni cittadino ha il dovere di contribuire, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, al progresso spirituale e materiale del Paese. E voi siete coloro che, in questo atto concreto richiesto dalla comunità, avete saputo esprimere al meglio talento, impegno, applicazione e passione”. Guardando alla tradizione fiorentina come chiave per affrontare il futuro, aggiunge: “Questa proiezione di un’Italia che possa avere non solo il genio – perché il genio l’Italia ce l’ha e voi ne siete una testimonianza – ma la capacità organizzativa per costruire quella macchina che collettivamente possa espandere il lavoro e la visione verso il futuro, sta a tutti noi costruirla”. Sara Funaro, sindaca di Firenze, mette al centro la continuità tra tradizione e innovazione: “Firenze ha sempre saputo tenere insieme saper fare e visione. Oggi la sfida è mantenere i nostri talenti all’interno delle nostre comunità e non farli scappare. Dobbiamo essere a fianco delle imprese e di tutti voi nelle sfide che portate avanti, perché i nostri territori siano non solo racconto di tradizioni, ma punti di partenza, di innovazione e di crescita”. Dario Nardella, europarlamentare, collega la sfida dell’Intelligenza artificiale al ruolo dell’Europa: “L’Europa è a un bivio: declino o rilancio. L’IA è uno dei terreni decisivi. Non dobbiamo temere l’artificialità, ma tornare alla radice dell’“ars”: il progresso tecnologico deve accrescere la creatività umana, l’ingegno, il lavoro della persona. Le istituzioni devono valorizzare la forza, l’ingegno e l’esperienza dei Cavalieri del Lavoro, perché avete la capacità di porre l’etica come vero elemento che distingue l’intelligenza umana da quella della macchina”. (E.B.) LA VOCE DELLE ISTITUZIONI AL CONVEGNO DI FIRENZE N Eugenio Giani

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