34 Civiltà del Lavoro | aprile • maggio 2026 CONVEGNO NAZIONALE goglio? Per me essere imprenditori resta un grande onore, ma l’Italia deve ritrovare orgoglio, fiducia e capacità di rendersi attrattiva. STEFANIA BRANCACCIO: “Ascoltare i giovani per trattenerli” Vi porto una testimonianza diretta, nata dall’esperienza quotidiana in azienda. Un giovane dipendente a tempo indeterminato, con un buon livello professionale, sceglie di andare via. “Vado a trovare un luogo dove posso vedere il mio futuro”, mi dice. Per Coelmo quella frase è stata una lezione. Il tema non è solo la fuga dei giovani, ma la capacità delle imprese di ascoltarli. Nelle nostre aziende i ragazzi non vengono sentiti. Nei consigli di amministrazione siedono ancora soprattutto generazioni adulte, mentre i giovani spesso assistono senza essere coinvolti. Quando vengono interpellati, si sorprendono: “Noi? Possiamo dire la nostra?”. Un’altra frase che mi ha fatto riflettere è stata: “Il mio perimetro qui è troppo piccolo”. I giovani non cercano solo ruoli o livelli contrattuali, ma spazi di crescita, possibilità di contribuire, visibilità dentro un progetto. Vogliono un lavoro dove possano vedersi proiettati nel futuro. Se questo non accade, vanno altrove, dove si sentono considerati. Il welfare tradizionale va adeguato. Abbonamenti in palestra o benefit standard non rispondono alla domanda più profonda: essere parte dell’impresa. Lo dimostra il caso di un giovane operaio che, vedendo pubblicati i progetti aziendali senza il suo nome, ha chiesto: “Io dove sto?”. La mia risposta è stata: “Hai ragione, ci sono le tue mani in questo progetto”. Se i ragazzi si sentono parte dell’azienda, non vanno via, rimangono e ci aiutano a crescere. LEONARDO FERRAGAMO: “L’attitudine prima della professionalità” Vi racconto l’esperienza di Lungarno Collection. Una storia imprenditoriale sviluppata nel turismo e nell’ospitalità, ma legata fin dall’inizio al nome e allo stile della nostra famiglia. Per questo, sentimmo subito una grande responsabilità: creare ambienti coerenti con quella tradizione e, soprattutto, formare persone capaci di interpretare un’idea alta di accoglienza. Nel settore alberghiero il capitale umano viene prima del cliente. Si sceglievano le persone non solo per la loro professionalità o per le esperienze precedenti, ma per le loro attitudini. La professionalità si costruisce; l’attitudine al servizio, all’ascolto, all’eleganza della relazione va riconosciuta. Soltanto quando hai creato il team giusto, ti puoi porre al cliente in maniera adeguata. Il Portrait Milano è stato un banco di prova importante, reso possibile dalla cultura maturata nelle esperienze di Firenze e Roma. Nel gruppo lavorano circa 500 persone, con 35 nazionalità diverse; a Milano l’età media è di 31 anni. Questo rende ancora più forte la responsabilità verso giovani che spesso entrano per la prima volta nel mondo del lavoro. L’impresa deve accompagnarli “professionalmente, umanamente” e offrire percorsi di carriera. È fondamentale avere un chiaro modello organizzativo. Meno gerarchia, più empowerment, più spirito di squadra. Il modello meno piramidale sviluppa quello spirito di squadra che è fondamentale. Oltre alle criticità, intendo aggiungere una nota positiva sull’attrattività dell’Italia, ricordo università e scuole come Bocconi, Politecnico e Polimoda, capaci di richiamare studenti stranieri. La professionalità si costruisce; l’attitudine al servizio, all’ascolto, all’eleganza della relazione va riconosciuta. Soltanto quando hai creato il team giusto, ti puoi porre al cliente in maniera adeguata Vogliono un lavoro dove possano vedersi proiettati nel futuro. Se questo non accade, vanno altrove, dove si sentono considerati
RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=