19 Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 PRIMO PIANO dei fondi già allocati del Fondo Clima e della Cooperazione allo sviluppo. Sul piano convergono iniziative dei ministeri, delle agenzie governative (Cassa depositi e prestiti, Ice, Sace, Simest, Agenzia spaziale) e delle aziende a partecipazione statale: Eni, Enel, Terna. Ma la vera scommessa è il coinvolgimento degli investitori privati e delle imprese e la collaborazione con le istituzioni finanziarie internazionali: Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp), Banca mondiale, Banca africana di sviluppo, Fao e Ifad. I progetti del Piano Mattei prevedono infatti l’intervento di più soggetti, con gli stanziamenti pubblici italiani che dovrebbero mobilitare altre risorse con un notevole “effetto leva”. E poi c’è la collaborazione con il programma europeo Global Gateway, che prevede ben 300 miliardi di investimenti nei paesi in via di sviluppo, di cui 150 per l’Africa, e che venne lanciato nel 2021 come risposta europea alla “Via della seta” cinese. Infine, anche Spagna, Germania, Gran Bretagna e Francia hanno varato negli ultimi anni iniziative simili al Piano Mattei, che al vertice G7 di Evian di metà giugno scorso è stato citato nel documento ufficiale sulle collaborazioni internazionali. Come il Global Gateway, anche il Piano Mattei ha un obiettivo geopolitico: ribadire l’interesse dei paesi europei per lo sviluppo dell’Africa, oggetto negli ultimi anni delle mire di altre grandi potenze, dalla Cina alla Russia alla Turchia. E persegue anche obiettivi di politica interna, come la regolazione dei flussi migratori con lo stimolo allo sviluppo delle imprese e dell’occupazione nei paesi africani e con la crescita di centri di formazione per i giovani africani che, se vorranno emigrare, potranno arrivare nei nostri paesi già formati. Vediamo quali sono i principali progetti delle diverse aree del Piano Mattei. Acqua L’acqua è il tema centrale del 2026 visto che solo il 68% dei cittadini africani ha accesso stabile all’acqua. I progetti principali riguardano lo sviluppo di reti idriche in Marocco (100 milioni di investimento), il riutilizzo di acque reflue in Tunisia (250 milioni) e il progetto di Acea per fornire l’acqua a un milione di abitanti della capitale del Congo Brazzaville. Sono 18 i paesi africani coinvolti, con 76 progetti avviati in sei aree tematiche. L’obiettivo è una collaborazione paritaria, ispirata all’azione del fondatore dell’Eni, Enrico Mattei, e in grado di superare l’orientamento assistenziale della “politica del dono” della Cooperazione allo Sviluppo 18 76 6 15 Nazioni partner Progetti principali Direttrici strategiche Interventi deliberati dal Comitato Tecnico Fondo Italiano Clima ~1,2 mld € ~4 mld € ~269 mln € 6 Importo deliberato dal Comitato Tecnico Fondo Italiano Clima Garanzie Sace mobilitate Conversione del debito avviata Cabine di regia I NUMERI DEL PIANO Fonte: Piano Mattei per l'Africa – Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione (1° luglio 2025 – 30 giugno 2026)
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