30 PRIMO PIANO Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 vi investimenti. Perché questo avvenga servono accordi di fornitura, programmi di localizzazione produttiva e strumenti di sostegno che coinvolgano costruttori, componentisti e governi. È necessario stipulare contratti e impegni di forniture per i componentisti europei che volessero investire in quel paese. I governi potrebbero sostenere i costruttori europei, laddove sono presenti, in questo processo di internazionalizzazione. È un modello che ho già sperimentato con successo in Brasile, Cina e Stati Uniti e che potrebbe diventare una leva di sviluppo anche per l’Africa, generando benefici per entrambe le sponde del Mediterraneo. Sarei però un cattivo testimone se tacessi sulle criticità. Le risorse disponibili appaiono ancora limitate rispetto all’ambizione del progetto. Senza investimenti certi e una programmazione pluriennale il rischio è che il piano resti una dichiarazione di intenti. Allo stesso tempo sarà indispensabile semplificare la burocrazia, perché le imprese hanno bisogno di procedure rapide, regole chiare e tempi compatibili con il mercato. Un progetto di questa portata richiede inoltre continuità e non può essere condizionato dai cicli politici. Il partenariato pubblico-privato sarà credibile solo se l’Africa verrà coinvolta come protagonista dello sviluppo e non come semplice destinataria di politiche energetiche o migratorie. Lo sviluppo nasce dalla condivisione degli obiettivi e dalla costruzione di filiere industriali capaci di creare competenze, occupazione e valore. Marco Bonometti è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 2012. È presidente e amministratore delegato di OMR Holding. Sotto la sua guida l’azienda, fondata dal nonno nel 1919, è diventata un Gruppo industriale internazionale con oltre 4.000 dipendenti e con una rete globale innovativa di nove stabilimenti in Italia e sei nel mondo. Il Gruppo è attivo principalmente nella componentistica per autovetture, veicoli industriali e mezzi di movimento terra, ambiti in cui l’azienda si è affermata come partner di riferimento per i principali marchi mondiali La strada è quella giusta. Ora bisogna trasformare la visione in risultati concreti. Servono investimenti, formazione, infrastrutture e imprese pronte a costruire relazioni industriali durature. L’Africa sarà sempre più un continente nel quale si produrranno automobili compatte, accessibili e destinate a una domanda in forte crescita: una prospettiva industriale che l’Europa non può permettersi di ignorare. Noi imprenditori, e in particolare la comunità dei Cavalieri del Lavoro, possiamo contribuire a questa sfida mettendo a disposizione competenze, capitali e cultura industriale. Il Piano Mattei sarà un successo quando saprà trasformare le intenzioni in investimenti, gli investimenti in imprese e le imprese in lavoro, dignità e crescita condivisa. Solo allora avremo costruito un autentico partenariato tra Europa e Africa.
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