Civiltà del Lavoro, n. 3/2026

38 PRIMO PIANO Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 In Congo, il progetto Congo LNG ha permesso di avviare in tempi estremamente rapidi la produzione e l’esportazione di gas naturale liquefatto, trasformando il paese in un nuovo esportatore di Gnl e contribuendo alla sicurezza energetica internazionale. A questi esempi si affianca il progetto petrolifero di Baleine, in Costa d’Avorio, sviluppato in tempi record grazie a un modello fast track, che consente di anticipare la produzione e integrare fin dall’inizio misure per la riduzione delle emissioni. Parlare oggi di energia in Africa significa però affrontare anche la sfida dell’accesso all’energia: ancora centinaia di milioni di persone sono prive di un accesso affidabile all’elettricità. Per questo Eni promuove iniziative che trasformano l’energia in uno strumento di inclusione e di crescita (Investimenti Eni, 2025: 33,6 milioni di euro a supporto dello sviluppo locale). La stessa filosofia ispira i progetti agri-feedstock, tra le iniziative più innovative sviluppate negli ultimi anni per la coltivazione di materie prime vegetali destinate alla bioraffinazione. Attraverso la valorizzazione di terreni degradati, senza competere con le colture alimentari, contribuiscono alla nascita di nuove filiere agro-industriali in Kenya, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Angola e Mozambico. Non solo garantiscono l’approvvigionamento di feedstock sostenibile – 56mila tonnellate nel 2025 – per la produzione di biocarburanti ma creano occupazione, trasferiscono competenze e favoriscono nuove opportunità imprenditoriali. Nella stessa logica rientra anche il programma Clean Cooking, avviato da Eni nel 2018 e che ad oggi ha coinvolto oltre 4,7 milioni di persone in sette paesi dell’Africa subsahariana: Costa d’Avorio, Mozambico, Angola, Repubblica del Congo, Tanzania, Madagascar e Ruanda. L’iniziativa promuove l’accesso a sistemi di cottura più efficienti, riducendo l’uso di legna e carbone e generando benefici per salute, ambiente e qualità della vita delle famiglie. Integrare sicurezza energetica, sviluppo industriale e sostenibilità è probabilmente il contributo più significativo che il settore energetico può offrire oggi all’Africa. Un continente giovane, caratterizzato da una forte crescita demografica e da un crescente dinamismo imprenditoriale, il cui sviluppo può contribuire a rendere il sistema energetico globale più resiliente ed equilibrato. Claudio Descalzi è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 2025. È amministratore delegato di Eni, gruppo energetico presente in 64 paesi con circa 32mila dipendenti, di cui 22mila in Italia, dove è capofila nell’approvvigionamento di gas naturale e distribuzione di prodotti energetici. Sotto la sua guida, il Gruppo deposita 355 nuove domande di brevetto, portando il portafoglio brevettuale a circa 10mila titoli, e le capacità di bioraffinazione e di rinnovabili crescono rispettivamente da zero a 1,65 milioni di tonnellate l’anno e da zero a 4,1 gigawatt Consegna fornello migliorato in Costa d’Avorio Lavorazione semi all’Agrihub Bonje di Mombasa, Kenya Foto © ENI

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