Civiltà del Lavoro, n. 3/2026

49 FOCUS Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 Anche sul fronte energetico abbiamo intrapreso un percorso concreto. Abbiamo installato impianti fotovoltaici su tutte le superfici disponibili dei nostri stabilimenti, producendo internamente una parte significativa dell’energia necessaria alle nostre attività. Dal 2025 tutta l’energia elettrica acquistata dal Lanificio proviene esclusivamente da fonti rinnovabili certificate, un traguardo che rafforza ulteriormente il nostro impegno nella riduzione delle emissioni. La sostenibilità, oltre all’ambiente, è prendersi cura delle persone e dell’intera filiera. Per questo aderiamo alla Sustainable Fibre Alliance e abbiamo ottenuto certificazioni internazionali come SFA, Good Cashmere Standard, Responsible Animal Fiber, GOTS, che garantiscono il rispetto di rigorosi criteri ambientali, sociali e di benessere animale. Da imprenditore, e prima ancora da padre e cittadino, sento una responsabilità che va oltre i risultati di bilancio. Penso spesso ai giovani. Saranno loro a raccogliere ciò che noi lasceremo. Se oggi non abbiamo il coraggio di investire nella sostenibilità, saranno le nuove generazioni a pagarne il prezzo. Al contrario, ogni investimento che facciamo per ridurre i consumi, proteggere l’acqua, utilizzare energia pulita e rispettare la natura rappresenta un patrimonio che consegniamo a chi verrà dopo di noi. Credo che questo sia il significato più autentico del fare impresa: creare valore economico senza impoverire il pianeta. La competitività non può più essere misurata soltanto dai risultati finanziari, ma anche dalla capacità di preservare le risorse naturali e di restituire alle future generazioni un mondo conservato, protetto e ancora capace di offrire le meraviglie a noi tramandate. Questa, per me, è la vera eredità che un’azienda responsabile deve lasciare. Il nostro bilancio di sostenibilità racconta con trasparenza questo percorso e documenta gli obiettivi raggiunti e quelli che ci attendono. Perché la sostenibilità non è un traguardo, ma un impegno quotidiano che richiede visione, coerenza e la volontà di migliorarsi ogni giorno. Roberto Colombo è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 2016. È presidente del Lanificio Luigi Colombo, azienda leader mondiale nel settore della filiera tessile e dell’abbigliamento di lusso. Nel 1994, con una produzione di oltre mezzo milione di metri di puro cashmere, il lanificio risulta essere il maggiore tessitore mondiale di cashmere e fibre nobili, posizione che detiene tutt’oggi. Il brand Colombo estende progressivamente la sua attività dai semilavorati alla creazione delle prime collezioni di accessori, pret-à-porter e maglieria: nasce così la divisione del prodotto finito. Nei due siti produttivi in provincia di Novara e Vercelli sono impiegati circa 380 dipendenti Orditura Finissaggio bagnato

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